Menu principale:
Pala di Prete Ilario da Viterbo
LA TAVOLA DI PRETE ILARIO DA VITERBO
Il capolavoro che illumina di luce e incendia di colori la poverissima chiesa è senza dubbio la grandiosa tavola di Prete Ilario da Viterbo, dipinta nel 1393 e situata sopra l'altare della Porziuncola, raffigurante l'Annunciazione e Storie del Perdono di Assisi. Il religioso che firmò l'opera, Ilario Zacchi da Viterbo, fu forse affiancato da aiuti, come sembrerebbe suggerire una certa disomogeneità stilistica tra la scena centrale con l'Annunciazione e quelle laterali.
La tavola di Prete Ilario da Viterbo si presenta massiccia e composta di vari pezzi di legno scuro saldamente collegati tra loro. La sua superfice, che ricopre tutta l'abside della santa cappella, è di forma ogivale, un po' allungata. Essa si divide in tre parti essenziali che costituiscono l'organicità unica dell'insieme: una superfice liscia e grande, una fascia esterna e decorativa, una predella di forma rettangolare.
La superfice piana, ciè la tavola propriamente detta, racchiude le varie scene riguardanti l'episodio della tentazione e della visione beatifica, l'annuncio del Perdono, la Vergine Maria e l'Angelo nunziante. In basso, sotto il dipinto dell'Annunciazione, si legge una lunga iscrizione composta da caratteri gotici in oro: Istam tabulam fecit fieri frater Franciscus de Sa.o Gemino de helemosinisi procuratis. A.D.ni MCCCLXXXXIII. Incepta de mense augusti conpleta de mense nove.bris. In itis partibus durante guerra et caristia. Presbiter Ylarius de Viterbo Pix. (Questa tavola fu fatta realizzare da Frate Francesco da Sangemini, con una raccolta di offerte, nell'anno del Signore 1393. Iniziata nel mese di agosto, fu terminata nel mese di novembre, mentre da queste parti infieriva la guerra e la carestia. La dipinse Prete Ilario da Viterbo).
Nei sei quadretti della predella vengono rappresentare grazie straordinarie concesse dalla Vergine ad alcuni devoti della Porziuncola. Mentre la fascia decorativa è abbellita con figure di santi strettamente legati alla devozione del tempo: S. Antonio abate, S. Girolamo, S. Rocco, S. Agostino, S. Lorenzo, S. Chiara d'Assisi, S. Benedetto, S. Agnese martire.
Sotto queste figure di santi, troviamo due piccoli personaggi che, dipinti nel consueto posto e nella solita posizione, rappresentano i due committenti che molto probabilmente sostennero finanziariamente la realizzazione dell'opera.
Per un lunghissimo periodo la pala d'altare fu coperta da un rivestimento protettivo d'argento per evitare che il fumo delle lampade e delle candele ne annerisse la superficie. La pala è stata recentemente sottoposta ad un accurato restauro che ha permesso il recupero degli splendidi colori originali.
Il Santo Francesco amò questo luogo più di tutti gli altri luoghi del mondo. Qui, infatti, conobbe l'umiltà degli inizi; qui progredì nelle virtù; qui eaggiunse felicemente la méta. Questo luogo, al momento della morte, raccomandò ai frati come il luogo più caro alla Vergine.
LEGGENDA MAGGIORE, FF 1048
SCHEMA DI LETTURA DELLA TAVOLA
Le scene che ruotano attorno alla Annunciazione ripropongono la storia del Perdono di Assisi, dal basso sulla destra al basso sulla sinistra (in senso antiorario).
| La grandiosa scena dell'apparizione del Cristo e della Vergine al Santo, inginocchiato davanti all'altare della Porziuncola, nell'atto di offrire una corona di rose a Cristo e a Maria. |
||
| Il Poverello dinnanzi al Pontefice Onorio III implora la conferma della indulgenza. |
L'annunciazione |
Francesco, che ha delle rose in mano, è accompagnato da due Angeli verso la Porziuncola. |
| Il Santo da un pulpito, a lato della Chiesina, assieme ai Vescovi dell'Umbria, annunzia lo straordinario privilegio del Perdono. |
Francesco si getta nudo tra le spine per vincere una violenta tentazione. |
|