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Pala di Prete Ilario da Viterbo
LA VISIONE DI SAN FRANCESCO
Una notte del 1216, Francesco era immerso nella contemplazione, quando improvvisamente dilagò nella chiesina della Porziuncola una vivissima luce ed egli vide sopra l'altare il Cristo e alla sua destra la Vergine Madre, circondata da una moltitudine di Angeli.
Gli chiesero allora cosa desiderasse per la salvezza delle anime. Francesco, genuflesso con in mano una corona di rose bianche e rosse, rispose: "Santissimo Padre, ti prego che a quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, sia concesso un generoso perdono con una remissione completa di tutte le colpe".
L'opera di Prete Ilario mostra, sotto la celeste visione, l'altare della Porziuncola con un paliotto riccamente decorato da ornamenti: anfore, uccelli e grifi rampanti. La frangia della tovaglia ricorda in qualche modo i merletti e le tovaglie perugine del medioevo.
Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Dio, Padre santo e giusto, Signore Re del cielo e della terra, per te stesso ti rendiamo grazie, per la tua santa volontà e per l'unico tuo Figlio, con lo Spirito Santo, hai creato tutte le cose spirituali e corporali, e noi fatti a tua immagine e somiglianza hai posto in Paradiso.
E noi per colpa nostra siamo caduti. E poiché tutti noi, miseri e peccatori, non siamo degni di nominarti, supplici preghiamo che il Signore nostro, Gesù Cristo Figlio tuo diletto, nel quale ti sei compiaciuto, insieme con lo Spirito Santo Paraclito ti renda grazie, così come a te e a lui piace, per ogni cosa, Lui che ti basta sempre in tutto e per il quale hai fatto cose grandi. Alleluia.
REGOLA NON BOLLATA, FF 63; 66.
IL PERDONO DI ASSISI
Nell'incontro con Gesù e con la Vergine Maria, racchiusi in una mandorla di serafini alati simbolo di gloria, il santo riceve le parole del Signore: "Quello che tu chiedi, o frate Francesco è grande, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, a patto che tu domadi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza".
Maria Regina assisa alla destra del Cristo, Re dell'Universo e dominatore della terra, che regge il globo terrestre, ottiene per Francesco la grazia del perdono.
E per il tuo amore supplichiamo umilmente la gloriosa e beatissima Madre sempre vergine Maria, i beati Michele, Gabriele e Raffaele e tutti i cori degli spiriti celesti: serafini, cherubini, troni, dominazioni, principati, potestà, virtù, angeli, arcangeli; il beato Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, Pietro, Paolo, e i beati Patriarchi, i Profeti, i santi innocenti, gli apostoli, gli evangelisti, i discepoli, i martiri, i confessori, le verdini, i beati Elia e Enoch e tutti i santi che furono e saranno e sono, affinché, come a te piace, per tutti questi benefici rendano grazie a Te, sommo e vero Dio, eterno e vivo, con il Figlio tuo carissimo, il Signore nostro Gesù Cristo e con lo Spirito Santo Paraclito nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
REGOLA NON BOLLATA, FF 67.
LA MADRE DI DIO
La Beata Vergine, essendo Madre di Dio, è qui rappresentata regalmente seduta su un trono, con un manto interamente damascato in oro. Un volto dolce, candido, che esprime tutta la beatutudine di Maria e invita all'adorazione.
Ti saluto, Signora santa,
regina santissima, Madre di Dio, Maria,
che sei sempre Vergine,
eletta dal santissimo Padre celeste e da Lui,
col santissimo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito, consacrata.
Tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia ed ogni bene.
Ti saluto, suo palazzo.
Ti saluto, sua tenda.
Ti saluto, sua casa.
Ti saluto, suo vestimento.
Ti saluto, sua ancella.
Ti saluto, sua Madre.
SALUTO ALLA VERGINE, FF 259
GESU'
Il Figlio di Dio, assiso in trono, in atteggiamento regale, ha capelli e barba bruna: è avvolto in un ampio manto azzurro a liste d'oro che lascia mostrare la tunica rossa. Nella mano destra sono posti in evidenza il dito indice e quello medio, ad indicare la doppia natura (umana e divina) del Cristo.
Nient'altro dobbiamo desiderare, nient'altro volere, nient'altro ci piaccia e diletti, se non il Creatore e Redentore e Salvatore nostro, solo vero Dio, il quale è il bene pieno, ogni bene, tutto il bene, vero e sommo bene, che solo è buono, pio, nite, soave e dolce, che solo è santo, giusto, vero, santo e retto, che solo è benigno, innocente, puro, dal quale e per il quale e nel quale è ogni perdono, ogni grazia, ogni gloria di tutti i penitenti e giusti, di tutti i santi che godono insieme nei cieli.
REGOLA NON BOLLATA, FF 70